mercoledì 6 maggio 2009

Fujifilm Instax 210


Le fotocamere istantanee hanno conosciuto un periodo di grande splendore qualche decennio addietro grazie a Polaroid che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia diventando famosa in tutto il mondo. Con l’avvento delle fotocamere digitali, le macchine istantanee sono state accantonate e Polaroid ha deciso di non produrle più al pari delle relative pellicole.
Diversa la posizione di Fujifilm, la quale crede ancora che le fotocomare istantanee possano avere un futuro, quanto meno limitato ad una nicchia del mercato; si spiega in questo modo la scelta della società di lanciare sul mercato una nuova fotocamera istantanea evoluzione, seppur modesta, della Instax 200 già in catalogo.















La nuova fotocamera si chiama Instax 210 e differisce dal suo predecessore non tanto per le caratteristiche tecniche che sembrano abbastanza similari, ma per un design più moderno e per le dimensioni più compatte che la rendono particolarmente accattivante. Le pellicole utilizzate dalla nuova istantanea sono le Instax 9,9 x 6,2 cm facilmente reperibili sul mercato.
Una fotocamera che fa del prezzo contenuto uno dei suoi punti di forza visto che sono necessari appena 60 euro iva inclusa per poterla acquistare. Il suo debutto è previsto entro la prossima estate. Per maggiori informazioni e per conoscere la gamma completa delle fotocamere marchiate Fujifilm vi consigliamo di visitare il sito ufficiale della società cliccando qui

martedì 21 aprile 2009

La nuova Polaroid a confronto con le moderne fotocamere

Sembrava definitivamente terminato il periodo delle macchine fotografiche Polaroid, un mito per intere generazioni dalla prima uscita del 1972. L'arrivo delle fotocamere digitali invece non ha fatto abbandonare l’idea delle fotografie da potersi godere istantaneamente.

Oggi è uscita sul mercato la nuova Polaroid PoGo Instant Camera che ci consente di scattare foto digitali e di stampare immagini in circa un minuto in un formato 5 x 7,6 cm. Possiamo definirla una ultracompatta dalle caratteristiche non particolarmente avanzate. Anche se dispone di uno schermo LCD da tre pollici e un sensore da 5 megapixel, presenta un obiettivo a focale fissa, cioè senza zoom. Le fotografie sono archiviate su una memoria interna di 16 MB che può essere espansa grazie alle schede SD.

La macchina ha una mini stampante interna controllata da Zink con la Zero Ink Printing Technology e può essere collegata a un computer. Misura 12 cm in ampiezza e 7,5 cm in altezza con 285 grammi di peso. Il costo si aggira intorno ai 125 euro.

martedì 13 gennaio 2009

Prova Canon EOS 450D

Prova Canon 450D – Introduzione

Quando nel 2000 presentò la EOS 300D (ne conservo gelosamente un esemplare, che ogni tanto adopero con soddisfazione, anche se qualcuno si meraviglierà perché è “solo” una 6 megapixel), Canon aprì il mondo della fotografia digitale di qualità, fino ad allora riservato ai fotografi professionisti, al vasto pubblico dei fotoamatori e diede vita a una famiglia di reflex digitali compatte di cui oggi la Canon EOS 450D è il modello di punta.

canon 450D front

Le reflex digitali “entry level”, cioè quelle con piccole dimensioni e piccoli prezzi, piacciono al grande pubblico. Offrono versatilità, velocità e una qualità dell’immagine ben superiori a quella delle fotocamere compatte e peso e ingombri pur sempre limitati. Sono reflex che tutti possono usare e portare appresso facilmente, anche nei viaggi.
Ma le reflex economiche piacciono anche alle case costruttrici, perché permettono loro di “fidelizzare” il cliente. Chi acquista il corpo macchina, o il kit, facilmente prenderà in seguito qualcos’altro: obiettivi, flash, accessori. Il cliente fidelizzato diventa un fan del marchio, che difficilmente accetterà di disfarsi del corredo accumulato per passare a una marca concorrente.
Così le più recenti previsioni di mercato danno le reflex in crescita sostenuta, a dispetto della crisi mondiale e del calo dei consumi, fino al 2012, seppur con ritmi meno frenetici di quelli attuali (nel 2007 il settore è cresciuto di oltre il 40 per cento).

La 450D beneficia di una serie di esperienze fatte da Canon con i modelli EOS professionali, perciò ha un’anima a metà strada tra le reflex entry level e le macchine più blasonate. Merito del nuovo sensore Canon CMOS da 12 megapixel con microlenti extralarge, merito della conversione analogico/digitale a 14 bit e della qualità delle foto, eccellente anche con alti valori di ISO (sensibilità).
La Canon 450D non è, però, una “reflex professionale”: ha un corpo “plasticoso”, non “tropicalizzato” (protetto dalla polvere e dall’umidità), non permette raffiche da mitragliatrice, manca dell’attacco per i flash da studio e via dicendo.

Canon offre il solo corpo macchina, oppure il kit con il nuovo zoom standard,18-55 mm f/3.5-5.6 EF-S IS, cioè stabilizzato. Non è certo un’ottica serie “L” ma è, comunque, un passo in avanti rispetto allo zoom standard precedente.

canon 450d kit

Più comoda in mano, più veloce e con un paio di megapixel in più rispetto alla 400D, la 450D offre anche un bel display da 3,0 pollici (contro 2,5), il mirino e il sistema autofocus migliorati.

Fin qui le caratteristiche salienti, e alcuni dei limiti così come emergono dalle specifiche della macchina, ma come si è comportata la Canon 450D nella prova sul campo? Andiamo a verificarlo, passo passo.

Corpo macchina Canon EOS 450D

Qualcuno, tra i canonisti, l’avrebbe voluta più grande e, magari, più solida, ma Canon ha disegnato la EOS 450D nel solco dei modelli che l’hanno preceduta, limitandosi ad apportare, sul piano dell’ergonomia, soltanto alcune migliorie. La Canon 450D è una reflex molto compatta, non la più piccola in assoluto ( il primato è della Olympus E-420, che pesa 440 grammi ), comunque, una tra le più piccole: 129 x 98 x 62 mm e 475 grammi di peso ( 525 grammi con la batteria installata ).
Dimensioni e peso sensati, se si considera la tipologia di fotografi che i progettisti e gli uomini del marketing di Canon volevano raggiungere: principianti e fotoamatori, desiderosi di fare il salto di qualità dalla compatta alla reflex, ma intimoriti dai modelli XXL.
I professionisti e gli appassionati con una lunga esperienza sulle reflex potrebbero, invece, trovare un po’ striminzite le dimensioni della 450D.

canon 450D lato

Ergonomia migliorata

Per migliorare al massimo l’ergonomia, senza toccare le dimensioni della macchina, i designer Canon si sono concentrati sui dettagli. Si fanno notare la copertura gommata per l’appoggio del pollice e la nuova inclinazione del pulsante di scatto. La macchina si impugna abbastanza bene. Solo chi ha le mani grandi incontra qualche difficoltà all’inizio. Poi, con l’uso le cose migliorano.
La Canon 450D è costruita bene, anche se l’impiego esclusivo della plastica per l’esterno del corpo macchina ( lo chassis è in acciaio ) non contribuisce a darle un aspetto particolarmente solido.
Accoppiata allo zoom standard, o alle ottiche più leggere, la reflex risulta ben bilanciata. Non così con le ottiche più luminose, che si sposano molto meglio con un corpo più pesante, ad esempio quello della 50D.
Volendo, si può “appesantire” la 450D con il battery pack ( è uno degli optional ), che offre anche una comoda impugnatura verticale.

canon 450d battery grip

Comandi

La Canon 450D ha un solo display, sul retro. E’, cioè, priva del secondo display, in testa al corpo macchina. Manca anche il secondo “command dial” presente sulle EOS di classe superiore. La macchina offre, però, un comando dedicato al settaggio degli ISO ( sensibilità ), ora in una posizione più comoda, vicino al pulsante di scatto e il pulsante programmabile a piacere.
Il range della sensibilità spazia tra 100 ae1600 ISO. In modalità Auto, invece, tra 100 a 400 ISO.
Le modalità di scatto - Automatica, Program, Priorità tempi, Priorità diaframmi e Manuale – sono affiancate da una serie di modalità automatiche Scena, programmate per le diverse situazioni di ripresa e comode per i principianti.
Selezionando la modalità A-DEP si affida alla macchina il compito di determinare la profondità di campo necessaria a mettere a fuoco tutti i soggetti riconosciuti dall'autofocus.

Display

Così come la semi-professionale 40D, anche la 450D gode di un buon monitor ( lo avremmo giudicato ottimo prima dell’uscita del monitor da 900.000 punti, che Canon ha montato sulla 50D e sulla 5D Mark II ). E’ un display LCD grande e luminoso, il “ponte di comando” della 450D, con una diagonale di 3 pollici e una risoluzione di 230.000 punti.
L’organizzazione dei menu è alquanto razionale. Tutto lì, a portata di mano e senza la necessità di scrollare nella singola videata. Si apprezza, inoltre, il corpo gigante delle scritte, facilmente leggibili anche senza appiccicare gli occhi all schermo.

canon 450d display

Mirino

Canon ha fornito la 450D di un mirino migliore rispetto a quello della 400D. La copertura è del 95 per cento, l’ingrandimento è pari a 0,87x. Ci sono la regolazione diottrica per chi porta gli occhiali, le informazioni sugli ISO e un sensore che spegne il display appena si guarda nel mirino, facendo risparmiare corrente.

Flash incorporato

Sulla 450D c’è un flash pop-up, con numero guida 13 a 100 ISO, che serve anche da ausilio al sistema autofocus, purtroppo privo di un illuminatore dedicato, nelle situazioni di luce scarsa. Il problema “occhi rossi” si manifesta di rado.

Memoria

Lo slot di memoria accetta schede SD e SDHC: sono più piccole delle CompactFlash e contribuiscono alla riduzione degli ingombri.
La Canon 450D registra file pesanti, circa 19 MB i file RAW + JPEG, circa 14 MB i RAW, perciò è bene acquistare una scheda di memoria capiente e veloce: almeno 2GB e della classe migliore che si riesce a raggiungere con il budget a disposizione.

Attacco cavalletto


E’ centrato sull’asse dell’obiettivo e consente la sostituzione della batteria con la macchina montata sul cavalletto.

canon 450d attacco cavalletto

Porte

Sono presenti una porta USB 2.0 per le connessioni, l’ uscita video composito e l’attacco per il filo del telecomando opzionale, protette da un tappo di gomma,.

Batteria

La 450D è alimentata dalla batteria ricaricabile LP-E5, da 1080 mAh. Offre un’autonomia di circa 450 scatti, circa il 50 per cento in più rispetto alla 400D. Per la ricarica completa occorrono un paio d’ore.
Il battery grip opzionale può ospitare 2 batterie LP-E5, oppure 6 batterie AA.
Canon EOS 450D - Velocità

Nella fascia di prezzo cui appartiene, la Canon 450D non ha rivali in fatto di velocità. La macchina beneficia del processore DIGIC III ed è in grado di scattare raffiche fino a una velocità di oltre 3.5 foto al secondo alla massima risoluzione ( l’abbiamo provata con una Lexar SDHC 4GB 133X ). Nel formato JPEG la 450D scatta una sequenza di 52 foto, poi continua a scattare, a una velocità ridotta del 40 per cento fino a quando la scheda è esaurita. In formato RAW si possono scattare sequenze di 6 foto alla massima velocità (4 foto utilizzando l’opzione RAW + JPEG ), per poi proseguire con una cadenza di 1 foto al secondo.

canon 450d comandi

Il sistema autofocus a 9 punti, simile al modello precedente, ma equipaggiato con un “cross sensor” centrale “high precision” ( funziona, però, solo con le ottiche f/2,8 o più luminose ) è velocissimo anche in condizioni di luce scarsa ( in queste situazioni più veloce anche rispetto al sistema della 400D ).

La macchina è pronta ad operare, dal momento dell’accensione, in 0,3 secondi. Poco di più per lo spegnimento, con il sistema di pulizia del sensore attivato.
Canon 450D - Funzioni e Software

Sistema automatico anti polvere

Si chiama Integrated Cleaning System il sistema che si prende cura, automaticamente, della rimozione della polvere eventualmente depositatasi sul sensore. Il filtro IR ha un rivestimento antistatico che serve a respingere la polvere. Se questo non è sufficiente, ci pensa la macchina, al momento dell’accensione e dello spegnimento, ad eliminare la polvere con una vibrazione ultrasonica.
Il sistema va anche oltre. Se la polvere non se ne va con le vibrazioni, l’utente può creare una mappa dei granelli e importarla nel software DPP (Digital Photography Professional, incluso nella confezione ). Sarà il software a eliminare i punti di polvere dalle foto.

Live View

Con la Canon 450D si può inquadrare in maniera tradizionale, utilizzando il mirino, oppure in modalità Live View, utilizzando il grande display LCD (come si fa con una fotocamera compatta ). Live View non funziona con la macchina in modalità automatica, ma con le modalità P/A/S/M/A-Dep (l’ultima modalità permette alla macchina di scegliere apertura e tempo dando la priorità all’apertura, per raggiungere la massima profondità di campo; è utile, ad esempio, nei ritratti di gruppo.
Il display mostra il 100% dell’inquadratura, una griglia per la composizione, l’istogramma e l’anteprima dell’esposizione. La visione è ottima, con immagini brillanti (anche quando si fotografa con poca luce: ci pensa il sistema ad aumentare la brillantezza automaticamente) e prive di “salti” quando si sposta la macchina.

Allora tutto bene in Live View? Non proprio, la tecnologia è solo agli inizi. I problemi sono legati alla messa a fuoco automatica. La Canon 450D permette di scegliere tra due modalità. “Quick mode” utilizza i sensori del sistema autofocus della macchina. Per farlo ha bisogno che lo specchio scatti in alto nel momento in cui il fuoco è a posto. Per un tempo di circa 1 secondo non si vede, ovviamente, più nulla nel display. Poi l’immagine ritorna al suo posto.
In alternativa si può utilizzare la seconda modalità di messa a fuoco in Live View, “Live mode”, che sfrutta la messa a fuoco a contrasto tipica delle fotocamere compatte. Purtroppo, però, è una modalità lenta, che richiede, a volte, anche più di 2 secondi per trovare il fuoco corretto.

Diverso il discorso se si monta la macchina su un solido cavalletto e si utilizza la messa a fuoco manuale. La 450D consente di ingrandire l’immagine fino a 10x e perciò di regolare alla perfezione la messa a fuoco.

Auto Lighting Optimizer
La funzione serve a schiarire le ombre nell’immagine. E’ attiva di default ma si può escludere.

Highlight tone priority

La funzione regola il range dinamico dell’immagine dando la priorità alle alte luci. E’ disattivata di default. Non fa miracoli; la si può utilizzare in determinate situazioni.

Bilanciamento del bianco

C’è la possibilità di utilizzare un cartoncino bianco, o grigio, per regolare finemente il “Custom WB”, bilanciamento del bianco personalizzato, specialmente in condizioni di luce mista.
La 450D permette anche il bracketing del bilanciamento del bianco, ma non la regolazione in base alla temperatura colore, come è invece possibile sulle EOS professionali.

Picture Styles

Preimpostazioni che semplificano il controllo dei parametri di elaborazione dell’immagine per disporre rapidamente della combinazione più addatta alla situazione di ripresa (ritratto, cielo ecc.).
Tre opzioni possono essere definite dall’utente che crea “Picture Style” personalizzate per esigenze fotografiche particolari. Sono disponibili più di 48.000 combinazioni d’impostazioni.

Le informazioni “Picture Style” sono legate alle immagini JPEG. Scattando in RAW, tutte le informazioni “Picture Style” possono essere regolate dopo lo scatto con il software Digital Photo Professional. E’ anche possibile scaricare preimpostazioni “Picture Style” supplementari da usare con DPP.

Modalità Playback

La Canon 450D è una reflex piccola madecisamente avanzata, che nn cnsente correzioni dlle foto direttamente nella macchina. In modalità playback si possono ruotare le immagini. Le si può anche ingrandire – fino a 10x – per poi navigare all’interno della foto controllando fuoco e dettagli.
La funzione di ricerca nelle miniature consente di procedere per gruppi (fino a 100 foto lla volta) e per data.

My Menu

Permette di inserire in unica tabella dei menu fino a 6 funzioni tra quelle maggiormente utilizzate richiamabili con un solo clic.

Software

DPP (Digital Photo Professional ) - E' un software potente per la postproduzione. Permette di convertire le immagini in RAW aggiustandone i parametri, correggendone, saturazione, colori, disturbo (chroma e luminanza) e correggendo anche i difetti delle lenti (aberrazioni cromatiche, distorsioni).

Remote Capture – Consente di controllare la macchina dal proprio computer, anche quando si scatta in modalità Live View: griglia di composizione, istogramma, zoomata nell’immagine. Si può scegliere se salvare le foto direttamente nel computer oppure nella fotocamera.

ZoomBrowser - E’ il software semplice da utilizzare, che permette di archiviare, organizzare e presentare le foto. E’ collaudato e funziona benissimo.

Photo Stitch - Serve ad unire facilmente più scatti in un’unica immagine, per realizzare, ad esempio, suggestivi panorami.

Canon 450D - Qualità dell’immagine

Sul piano della qualità delle foto la 450D è davvero una bella sorpresa. La perdita di risoluzione salendo con gli ISO è davvero minima, fino al tetto massimo, che per la piccola EOS è di 1600 ISO.
Canon ha davvero lavorato bene sul sensore CMOS e sulla riduzione del rumore, che interviene in modo discreto quando si sale con la sensibilità. Il risultato è perlomeno comparabile a quello della Canon 40D, la ottima semi-professionale da poco “superata” dalla 50D.
Chi ha la necessità di lavorare con sensibilità superiori ai 1600 ISO deve, per forza di cose, rivolgersi a un modello EOS che lo consente, ma fino a questa soglia la 450D fa miracoli.

Per spremere il massimo dalla macchina, però, occorre un obiettivo in grado di mostrare tutta la risoluzione di cui è capace il sensore. Lo zoom standard venduto in kit con la macchina va bene per i principianti e per le foto di tutti i giorni. Con un ottica professionale, però, la qualità delle foto cresce parecchio.

La Canon 450D se la cava egregiamente con la riproduzione dei colori. Il bilanciamento del bianco è generalmente corretto. Come generalmente corretta è l’esposizione, anche nelle condizioni più difficili.

I JPEG così come escono di default sono sul fronte soft, ma basta regolare lo “sharpening” su una posizione intermedia per sistemare le cose.

Canon EOS 450D - Giudizio

A dispetto delle dimensioni e del peso, la Canon 450D della nostra prova è una reflex di sostanza. Lo è per la precisione del sistema esposimetrico e dell’autofocus, per la velocità ( in questa categoria, naturalmente ), per il disturbo quasi inesistente anche ai più alti valori di sensibilità. La “sostanza” si incontra strada facendo, cioè usando la macchina. Il primo incontro, però, può deludere, sul piano dell’ergonomia e dei materiali.
Anche se è abituato ad un altro marchio, qualsiasi professionista si trova rapidamente a suo agio con una 40D-50D. La 450D, invece, è un po’ piccola, non offre il secondo display sulla parte alta della macchina e
E’ poi priva del syncro per il flash esterni, anche se si può rimediare montando un accessorio sulla slitta.

canon 450d trasparenza

Ma sono queste critiche dall’alto, cioè: “Non è una reflex professionale perché questo è piccolo e quello non c’è”. Perché tutto il resto è presente: una robusta prestazione sul fronte del rumore, presente a 1600 ISO, ma in modo contenuto, una velocità di scatto, anche in RAW, che non teme le foto d’azione, una risoluzione importante che declina pochissimo anche quando si sale con gli ISO. E poi Live View, il sistema automatico contro la polvere sul sensore e anche lo zoom standard del kit, stabilizzato e decisamente migliore del modello precedente.

canon 450d sensore

Per il neofita, forse, la Canon 450D è una reflex digitale anche troppo sofisticata. Ci sono sul mercato modelli più economici e più semplici. Ma se poi uno ci prende gusto, o se la passione c’è già, allora a questo prezzo non c’è in giro di meglio.
Su Luminous Landscape un fotografo professionista con tanti anni di carriera alle spalle si è sfogato raccontando di non poterne più di portarsi appresso corredi ingombranti. Ha scoperto la 450D e ora gira, felice, con quella.
Questo per rimarcare che con la 450D si può tranquillamente lavorare, anche in studio, con Live View e il controllo remoto dal pc. E’ una sorta di 40D con un guscio un po’ più piccolo e alcune limitazioni.
Esposizione e colori sono ottimi. I JPEG, così come escono di default, sono un po’ soft. Si può intervenire sui settaggi, ma la cosa migliore è utilizzare la macchina sempre col formato RAW, col quale dà il massimo di se. Meglio se allo zoom standard – che va benissimo per le foto di tutti i giorni e per fare esperienza – si affianca un obiettivo di qualità, capace di tirar fuori dalla macchina tutta la risoluzione di cui è capace.

Pro
- Qualità dell’immagine, la migliore in questa categoria di reflex
- Basso disturbo anche salendo con gli ISO, con lievissima perdita di dettaglio
- Live View
- Ottima dotazione software comprendente anche il controllo remoto da computer

Contro
- Manca lo stabilizzatore nel corpo, offerto da alcune concorrenti dirette
- Dimensioni compatta, forse troppo, almeno per alcuni fotografi

sabato 13 dicembre 2008

10 Consigli per scegliere la Nuova Fotocamera

Regalare o regalarsi una digitale per Natale (ma anche prima o dopo): ecco dieci suggerimenti (tipologia, megapixel, zoom, funzioni, corredo...) per non pentirsi mai della scelta...



Gli appassionati di fotografia sanno cosa vogliono e spesso lo attendono fin da quando compaiono i primi “rumors” (indiscrezioni) sul lancio di un nuovo modello. Ma per tanti, principianti, famiglie, dilettanti, la scelta di una nuova macchina fotografica digitale non è una cosa semplice. E non potrebbe esserlo, del resto, visto il gran numero, centinaia di modelli di tutte le fogge e di tutti i prezzi che fanno capolino dalle vetrine dei negozi.
Come fare? Si interrogano gli amici “informati”, il commesso bendisposto, si legge qualcosa qua e là. E alla fine? Alla fine in tanti si affidano al marchio conosciuto, oppure ai “megapixel”: “Più ce ne sono, migliori saranno le foto...”.

Dphoto è nato per stuzzicare i fotografi professionisti e gli appassionati con anticipazioni e novità, ma anche per offrire ai principianti una serie di spunti e di consigli per scegliere al meglio.
Ecco 10 consigli per la scelta della fotocamera, che va bene per il Natale alle porte e non solo. Buona lettura.

1 – Quale uso voglio fare della macchina fotografica digitale?

Sembra una domanda banale, ma non lo è. In tanti, infatti, si lasciano attrarre dall’oggetto, dalle funzioni avanzate, dalla chiacchiera del negoziante, senza tener conto delle “proprie esigenze”, che sono poi quelle che contano.
La cosa peggiore che possa capitare a una fotocamera è quella di rimanere chiusa nell’armadio. Perché è troppo ingombante e non entra nello zaino che portiamo sulle spalle in montagna, perché è troppo lenta per riprendere i bambini che giocano ai giardinetti, perché è inservibile quando la luce non è ottimale e via dicendo.
Perciò, il primo consiglio è quello prendersi il tempo necessario per valutare attentamente il genere di foto che vogliamo fare con la nuova macchina: foto in famiglia, reportage, viaggi, sport, foto naturalistiche, pratica per intraprendere la professione di fotografo...

2 – Quale fotocamera per le mie personalissime esigenze?

Foto in famiglia - Principianti: va benissimo una fotocamera compatta in grado di funzionare in completo automatismo. La risoluzione non conta. Con una macchina da 6 megapixel si possono stampare in casa le foto, in grande formato, senza perdita di qualità.
Oltretutto, una compatta infarcita di pixel è spesso meno veloce, perché i file sono più grandi e difficili da gestire.
C’è lo stabilizzatore? Benissimo, aiuta a evitare il mosso quando fotografiamo con poca luce. C’è la funzione Face detection? Facilita la buona riuscita dei ritratti. C’è il mirino ottico? Meglio, possiamo continuare a inquadrare anche quando il display LCD è illegibile.

Viaggi: la scelta è tra una compatta “bridge” e una piccola reflex. A vantaggio della prima l’estensione maggiore dello zoom, l’assenza del problema della polvere sul sensore, la grande profondità di campo. La reflex è più versatile, più veloce, più ergonomica. Offre un vasto corredo di ottiche e accessori e produce foto di qualità più elevata, specialmente quando si scatta con alti valori di sensibilità ( ISO ).

Reportage metropolitano: meglio una reflex, anche economica, per gli interni, i soggetti in movimento, la qualità delle foto. Certo, una buona compatta è più discreta e può essere una valida alternativa, a patto di accettarne i limiti ( risposta più lenta, zoom impreciso, rumore nelle foto salendo con gli ISO ).

Aspiranti professionisti: per fare pratica qualsiasi a reflex digitale, anche economica, anche di seconda mano, è l’ideale. E’ pratica, ha una risposta veloce in tutte le situazioni e permette di mettersi alla prova con tutte le ottiche e perciò di trovare il “proprio stile”.

Appassionati di fotografia: meglio due macchine, una reflex semi-professionale e, in alternativa, una compatta tascabile di qualità. Così, non si perde mai l’occasione giusta.

3 – Quanta importanza hanno i Megapixel?

Per qualcuno la risoluzione è importante ( ad esempio, per i fotografi professionisti che stampano foto alla massima qualità in formato poster ), per tutti gli altri, molto meno. La corsa ai megapixel è una cosa da un certo punto di vista normale, dall’altro solo un espediente della case per vendere più facilmente le nuove macchine. E’ difficile pubblicizzare il “range dinamico”, oppure il grado di fedeltà dei colori, molto più facile puntare sui megapixel.
La verità è che con un sensore da 6 megapixel si possono tranquillamente sfornare foto pubblicabili alla massima qualità su una rivista. Con qualche megapixel in più si arriva alla doppia pagina o si possono stampare, sempre alla massima qualità, porzioni dell’immagine.
Allora contano i megapixel? Si, ma contano anche l’ergonomia, la velocità di scatto e di registrazione, la precisione del sistema autofocus, i menu, il software ecc.
In ogni caso non è detto che le foto scattate con una macchina da 6 megapixel siano migliori di quelle fatte con una 5 megapixel ( oltre al sensore, incidono gli algoritmi di conversione, l’obiettivo...) .

Per approfondire: Quanti Megapixel per una bella foto?

4 – Scegliere tra cinque categorie di macchine fotografiche digitali

L’offerta di fotocamere digitali è vastissima, per caratteristiche tecniche e prezzi. Per semplificare le cose possiamo raggruppare le macchine in cinque categorie, ognuna con i suoi pro e i suoi contro:

Fotocamere da taschino ( ultra sottili )
Macchine digitali che entrano dappertutto, anche nel taschino della camicia. Pesano pochissiimo e si possono portare sempre appresso. Possono fare ottime foto a bassi valori di ISO. Hanno, però, pulsanti striminziti e sono, spesso, prive del mirino ottico.
Per chi apprezza anche il design.

Fotocamere compatte
Una categoria che raggruppa la maggior parte delle fotocamere sul mercato. Di tutti i prezzi e di tutti i livelli, sono le più indicate per principianti e famiglie. Offrono un’ergonomia migliore rispetto alle ultra sottili, ma sono più leggere e compatte delle super zoom.

Fotocamere super zoom (“bridge”)
Nel design si ispirano alle reflex: buona impugnatura, spesso gommata, comandi erogonomici, zoom con un estensione sufficiente per quasi tutti i generi fotografici: macro, interni, paesaggio, ritratto, sport, natura. Con un solo oggetto ci si porta appresso l’equivalente di una reflex con, almeno, un paio di ottiche. Versatilità, velocità e qualità delle foto, però, non sono equivalenti a quelle delle reflex.

Fotocamere compatte di qualità (“prosumer”)
Oggi sono pochi i modelli presenti in questa fascia ( ad esempio, Canon G10, Panasonic LX3 ). Offrono ingombri e pesi contenuti, tipici delle compatte, ma anche materiali, assemblaggio, obiettivi, display e prestazioni di livello superiore. Il loro costo elevato, però, le mette in concorrenza diretta con le reflex digitali economiche, che sono da preferire per le foto d’azione e le foto in condizioni di luce difficili.

Fotocamere reflex digitali
Vivono un momento di boom. Sono la versione moderna delle reflex a pellicola. Ce ne sono per tutti i gusti e tutte le tasche. Offrono una buona/ottima/eccellente qualità delle foto ( in ogni caso sempre superiore a quella delle fotocamere compatte, che hanno difficoltà a leggere i dettagli nei bianchi e nelle ombre e mostrano un’incidenza maggiore di disturbo quando si fotografa con poca luce ).
Le reflex digitali sono pronte ad operare in pochi decimi di secondo. Se comparate alle fotocamere compatte, sono più veloci nella messa a fuoco, nello scatto, nella registrazione dei file. Offrono controlli manuali, una buona impugnatura e mirini leggibili.
La differenza tra una reflex “entry level” ( economica ) e una semi-professionale non sta tanto nella qualità delle foto ( ad esempio la Canon 450D è al livello della Canon 40D su questo fronte ), quanto nella presenza o meno di particolari quali mirini più luminosi e precisi, velocità nelle raffiche, attacco synchro per i flash, corpo macchina robusto e sigillato contro polvere e umidità...

5 – Prendere in mano la macchina

Una volta che abbiamo analizzato le caratteristiche tecniche di quelli che ci sembrano i modelli che fanno al caso nostro, è il momento di entrare in un negozio e di prendere in mano le fotocamere.
E’ un momento importante perchè stiamo per acquistare la “nostra nuova fotocamera”, che non è il fine, ma solo il mezzo per fare belle foto e divertirci.
“Sentire bene la macchina in mano” ( occhio anche ai comandi e ai menu ) è l’inizio di un idillio.

6 – Considerare anche il parco accessori

Possiamo acquistare la macchina così com’è e esserne pienamente soddisfatti per un lungo periodo. Ma può capitare, in seguito, di avere la necessità di un secondo obiettivo ( se, ad esempio, lo zoom standard non ci basta più ), oppure di una lente aggiuntiva, o, ancora, della custodia subacquea. Qualche domanda al commesso sul corredo opzionale della macchina può aiutarci a comprendere il suo potenziale di sviluppo.

7 – Lo Zoom: estensione, luminosità

I risultati migliori si ottengono con le lenti fisse di qualità, ma gli zoom sono tremendamente comodi, perché con un solo obiettivo ci portiamo appresso più lunghezze focali e possiamo coprire diverse situazioni di ripresa pagando un dazio accettabile sulla qualità dell’immagine.
Anche in fotografia, però, ogni scelta è un compromesso: non si può, ad esempio, pretendere che uno zoom con un range particolarmente esteso ( che so, un 28 – 280 mm ) sia anche luminoso e ultra corretto sul piano ottico.

Gli zoom delle compatte
Possiamo accontentarci di un buon compromesso tra l’estensione e la luminosità e qualità ottica dello zoom. Uno zoom “buio” ci costringerà ad usare valori di ISO alti, cosa che, con una compatta, porta a una perdita sensibile di qualità nelle foto. Lo zoom poco luminoso, inoltre, non aiuta il sistema autofocus.
Principianti, famiglie e appassionati di super zoom possono anche non considerare il problema, divertirsi con la grande estensione focale e limitarsi a stampare le foto in piccolo e medio formato ( così i difetti si vedono meno ).
Gli appassionati, invece, dovrebbero tenere in grande considerazione lo zoom. Panasonic ha scelto di dotare la nuova LX3 di uno zoom Leica poco esteso, 24 – 60 mm equivalente, ma corretto e con una luminosità eccellente: f/2,0-2,8.

Gli zoom delle reflex
Vale il discorso fatto fin qui, ma c’è dell’altro. Chi cerca la qualità nell’immagine non dovrebbe preoccuparsi solo del sensore, ma sopratutto dell’ottica. Le reflex digitali dell’ultima generazione, infatti, non riescono a esprimere tutto il loro potenziale se accoppiate a uno zoom standard, che va benissimo per le foto di tutti i giorni, ma non riesce a sfruttare la risoluzione della macchina.
Alcuni tra gli zoom professionali ( ad esempio la serie “L” di Canon o la serie oro di Nikon ) hanno poco da invidiare alle migliori ottiche fisse. Costano, naturalmente, molto, ma permettono di gustarsi a pieno la macchina. Con uno zoom f/5,6 si è per forza di cose parecchio limitati.

Obiettivi universali?
Sigma, Tamron, Tokina offrono moltissime ottiche, sia fisse, sia zoom e persino specializzate. Costano meno. Il rovescio della medaglia può essere la costruzione non particolarmente robusta, oppure il funzionamento impreciso dell’autofocus. Ma non è sempre così, anche tra questi obiettivi ce ne sono alcuni di grande qualità e con una resa ottica che nulla ha da invidiare a quella degli obiettivi più blasonati.

8 – Funzioni utili e inutili

Utile e inutile sono aggettivi molto soggettivi. Un fotografo professionista, ad esempio, non sa che farsene delle modalità scena programmate, che, invece, possono tornare utili al principiante. Ultimamente, però, la corsa sfrenata al numero record di funzioni è un po’ preoccupante.
La presenza di tante funzioni, di per se, non è un problema. Ma se al numero delle funzioni, che non ci servono, è legato il costo della macchina, beh, val la pena di prendere in considerazione un modello “meno ricco” ma anche più economico.

La tecnologia Live View permette di utilizzare il display di una reflex per inquadrare, così come avviene con le compatte. Può tornare utile in situazioni particolari ( ad esempio con la macchina a livello terra ), ma il suo funzionamento, per il momento, è imperfetto.

Alcune tra le nuove reflex fanno anche i video in HD. Ottimo: un solo oggetto per due funzioni. Per il momento, però, una videocamera entry level è molto più pratica.

Alla larga da zoom digitale ( quel che conta è l’ingrandimento ottico ) e stabilizzatore digitale. Il primo porta a stampe di pessima qualità, il secondo funziona semplicemente innalzando la sensibilità in automatico quando rileva la presenza di poca luce. Se esagera comporta tanto disturbo nelle stampe.

Gli stabilizzatori efficaci sono quelli meccanici, che agisono sul sensore o quelli sull’obiettivo.

9 – Non essere schiavi del marchio

Anche il mondo della fotografia, come quello del calcio, ha i suoi fan sfegatati. La squadra del cuore non si cambia mai, ma con le macchine fotografiche il peccato è ammesso. Specialmente oggi, nell’era della tecnologia digitale.
Una macchina fotografica a pellicola poteva essere considerata eterna, le compatte e le reflex digitali invece no. L’evoluzione tecnologica, rapidissima, ha ridotto il periodo di validità di una macchina. La forte concorrenza tra le case fa si che ora prevalga una, ora l’altra. E’ lecito e anche giusto, cambiare bandiera per avere il meglio.
Certo, una volta che si è costruito un ricco corredo, non è facile disfarsene per passare a un altro. Come la si risolve? Forse rinviando la spesa grossa al momento in cui siamo davvero certi della bontà della macchina.

10 - Dove comprare la fotocamera

La cosa importante, come abbiamo suggerito all’inizio, è trovare un momento per comparare dal vivo le macchine che abbiamo selezionato. Se c’è un commesso che ha l’aria di capirci qualcosa, tanto meglio.
Per l’acquisto vero e proprio le opzioni sono diverse: negozio specializzato in materiale fotografico, supermarket dell’elettronica, e-commerce.
I negozi che vendono online propongono spesso offerte vantaggiose, promozioni, risparmi. Prima di acquistare, però, è bene accertarsi della serietà dell’azienda, dell’effettiva presenza del prodotto in magazzino, dei servizi che permettono di controllare lo stato dell’ordine e della spedizione. E poi, numero verde, garanzie, transazioni sicure.
Occhio anche al contenuto della confezioni, al tipo di garanzia e alla lingua del manuale. Potrebbe non essere in italiano e non sempre è sarà possibile scaricarlo da Internet.
Alcuni negozi online sono conosciuti e hanno addirittura un comodo punto di ritiro in città: si fa l’ordine sul Web e poi si passa a ritirare la merce controllando che tutto sia a posto e pagando al momento.

lunedì 1 dicembre 2008

Ecco la Nikon D3X



“La migliore fotocamera digitale sul mercato” dice Nikon presentando la nuova ammiraglia, forte del sensore CMOS da 24,5 MP e di un corpo a prova di bomba...



Nikon Europe ha presentato oggi il nuovo modello di punta della linea D-SLR, la reflex digtale professionale Nikon D3X. Affidabilità, praticità e robustezza della eccellente D3 e, in più, un sensore di immagine con tanta risoluzion. “Il nuovo sensore CMOS da 24,5 megapixel – spiega Nikon - rende questa nuova fotocamera adatta alle più varie situazioni di ripresa, in interni ed esterni. Il modello sarà particolarmente apprezzato dai professionisti che si occupano di fotografia naturalistica e che lavorano in studio o nella moda”.



"Questa è la fotocamera che i fotografi professionisti attendevano da tempo", ha detto Robert Cristina, Responsabile di Professional Products ed NPS di Nikon Europe. "Se la D3 è diventata un riferimento per i professionisti che si occupano di fotografia sportiva, la D3X, con una risoluzione dell'immagine estremamente elevata, è perfetta per i settori pubblicitario, della moda e della fotografia stock. I risultati parlano da soli: oggi è senza dubbio la fotocamera migliore sul mercato".

La D3X è dotata di uno speciale sensore di immagine CMOS in formato FX con lettura a 12 canali, una serie di obiettivi micro con superficie uniforme e riduzione dei disturbi on-chip. Offre eccezionali livelli di velocità di ripresa in sequenza e gestione del disturbo alle sensibilità più alte, senza compromettere i dettagli.

La D3X supporta un'ampia gamma ISO, da ISO 100-1600, estendibile fino a ISO 50 e 6400, equivalente a una ripresa in sequenza veloce a 5 fps con risoluzione massima oppure a 7 fps nella modalità ritaglio DX da 10 MP.
L'apprezzato sistema autofocus a 51 punti MultiCAM3500FX offre precisione estrema per singolo punto, con un impareggiabile inseguimento dinamico dei soggetti in rapido movimento in condizioni di scarsa illuminazione.




La funzione LiveView è particolarmente indicata per i lavori in studio o quando non è possibile utilizzare il mirino.

La fotocamera offre un'eccellente velocità di risposta, con un tempo di avvio di appena 12 millisecondi e un ritardo allo scatto di 40 ms. L'otturatore realizzato in materiale composito di Kevlar e fibra di carbonio è stato pensato per usi intensivi ed è stato testato su 300.000 cicli.

La Nikon D3X è stata concepita per creare file che soddisfino le esigenze del mercato della pubblicità e della fotografia stock. Produce file NEF (Raw) a 14 bit da 50 MB. Con il software Capture NX2, i file NEF possono essere elaborati in formato medio; 140 MB (TIFF-RGB a 16 bit). La promessa: “minimi dettagli riprodotti con estrema nitidezza, range dinamico particolarmente esteso”.

venerdì 21 novembre 2008

Fotocamere digitali: novità del mondo della fotografia



Se finite le vacanze siete delusi dalle vostre foto forse è ora di cambiare macchina fotografica; e se ancora usate questa definizione è decisamente ora di passare a una fotocamera digitale.
I vantaggi del digitale sono noti: dai dati pratici come la possibilità di visualizzare le foto prima di svilupparle, alla facilità di utilizzo di zoom e setting senza dimenticare la possibilità di modificare le fotografie scattate, fino alla qualità dell'immagine che con il digitale ci mostra la vera potenzailità della fotografia, anche quando a scattare la foto siamo noi e non un fotografo professionista.
Di seguito vi proponiamo una galleria di fotocamere di diverse case produttrici, dalla più semplice ed economica fino al prodotto più complesso e accessoriato; per farlo ci appoggiamo alla blogosfera e alle sue recensioni.
Canon EOS 1Ds Mark III
Cominciamo con il pezzo forte. Evoluzione della EOS 1Ds Mark II, la Mark III è stata lanciata in agosto da Canon. Vanta un modello di 11 megapixel in più rispetto al modello precedent: si tratta di un sensore CMOS da 21.1 megapixel, 36 x 24 mm self-cleaning, due processori DIGIC III che operano in parallelo; autofocus migliorato che conta su 45 punti di messa a fuoco; supporto sRAW; schermo da 3″ Live View LCD, compatibilità con schede di emmoria CF, SD/SDHC. I dati sono riportati da Technoticino che ipotizza un prezzo di 10mila dollari.
Kodak EasyShare
Passiamo a qualcosa di più semplice e abbordabile con la linea Easyshare di Kodak. Si tratta di fotocamere di facile utilizzo che consentono di scattare, stampare e condividere le proprie immagini con poche operazioni. Abbinandola a un dock stampante potrete stampare le vostre fotografie direttamente dalla macchina fotografica come mostra l'immagine qui sopra; il software Easyshare dedicato poi vi permette di gestire al meglio le immagini sul vostro computer.Come segnala Engadget le nuove fotocamere di questa linea (V1253, V1233e Z812 IS) vanno dai 250 ai 300 dollari mentre i dock stampanti da $ 100 a 200.
Nikon Coolpix S500
Più o meno nella stessa fascia di prezzo delle precendti ($ 230 - 249) la Nikon Coolpix S500. Destinata agli amatori e a chi desidera un device compatto e leggero, completamente automatizzato che supplisce a eventuali mancanze del fotografo improvvisato grazie ad un software interno molto ben realizzato. Maggiori dettagli su Let's Go Digital.Tra le caratteristiche più interessanti di questa fotocamera abbiamo Il sistema di decentramento di stabilizzazione VR: come spiega il sito ufficiale il sistema contrasta l'effetto di mosso delle immagini e contribuisce all'ottenimento di immagini e filmati estremamente nitidi, anche in condizioni di scarsa illuminazione. I sensori dell'obiettivo VR, che restano costantemente attivi quando la fotocamera è accesa, consentono di rilevare i movimenti della fotocamera e di effettuare regolazioni fini per ridurre le sfocature nelle immagini e nei filmati, nonché nel monitor LCD della fotocamera.
Canon 40D DSLR
Torniamo su Canon e su una fascia di prezzo più alta con la 40D DSLR. Evoluzione della 30D, la 40D propone 10.1 megapixel e garantisce nitidezza, colori e profondità di campo di livello superiore, caratteristiche che giustificano i 1000 euro sul cartellino

Le reflex economiche: la recensione delle fotocamere superzoom o bridge




Costituiscono una sorta d via di mezzo tra le fotocamere compatte e le reflex, consigliate a coloro che sono stanchi di fare scatti di bassa qualità ma non vogliono passare subito a una costosa e ingombrante macchina, con tutto il suo complesso parco ottiche. Stiamo parlando delle fotocamere digitali denominate bridge-camera.
Sono potenti ma compatte, di notevole escursione focale (10x di ingrandimento minimo). Sono anche chiamate fotocamere superzoom e riescono spesso a eguagliare un piccolo corredo reflex. Lasciano molto spazio alla creatività del fotografo grazie ai numerosi controlli manuali e alla capacità di scatti in situazioni ambientali non ideali. Le differenze con una reflex, dotata di grande qualità in fatto di mirino e tecnologia ottica, si noteranno soprattutto nei casi di scarsità di luce e di riprese dinamiche.Anche a livello di sensore ci sono grandi differenze, vista la maggiore dimensione nelle reflex, che vuol dire una maggiore dimensione del pixel (a parità di numero di pixel), cosa che fa aumentare il potere di risoluzione della lente.
Le fotocamere compatte superzoom presentano però degli indubbi vantaggi. Non vi è bisogno di una capiente borsa per la cambiabilità degli obiettivi e le ottiche oggi presenti sono assai versatili e in media con quelle offerti con le reflex.
Tra i top modelli citiamo la Fujifilm Finepix S100fs – caratterizzato da un sensore Super CCD 2/3" di VIII generazione con ben 11,1 Megapixel e di una sensibilità elevatissima. Nella fascia media rientrano la e la Nikon Coolpix P80.Nella fascia più bassa, infine, segnaliamo la Canon PowerShot SX100 IS e la Panasonic Lumix TZ4.