Prova Canon 450D – IntroduzioneQuando nel 2000 presentò la EOS 300D (ne conservo gelosamente un esemplare, che ogni tanto adopero con soddisfazione, anche se qualcuno si meraviglierà perché è “solo” una 6 megapixel), Canon aprì il mondo della fotografia digitale di qualità, fino ad allora riservato ai fotografi professionisti, al vasto pubblico dei fotoamatori e diede vita a una famiglia di reflex digitali compatte di cui oggi la Canon EOS 450D è il modello di punta.

Le reflex digitali “entry level”, cioè quelle con piccole dimensioni e piccoli prezzi, piacciono al grande pubblico. Offrono versatilità, velocità e una qualità dell’immagine ben superiori a quella delle fotocamere compatte e peso e ingombri pur sempre limitati. Sono reflex che tutti possono usare e portare appresso facilmente, anche nei viaggi.
Ma le reflex economiche piacciono anche alle case costruttrici, perché permettono loro di “fidelizzare” il cliente. Chi acquista il corpo macchina, o il kit, facilmente prenderà in seguito qualcos’altro: obiettivi, flash, accessori. Il cliente fidelizzato diventa un fan del marchio, che difficilmente accetterà di disfarsi del corredo accumulato per passare a una marca concorrente.
Così le più recenti previsioni di mercato danno le reflex in crescita sostenuta, a dispetto della crisi mondiale e del calo dei consumi, fino al 2012, seppur con ritmi meno frenetici di quelli attuali (nel 2007 il settore è cresciuto di oltre il 40 per cento).
La 450D beneficia di una serie di esperienze fatte da Canon con i modelli EOS professionali, perciò ha un’anima a metà strada tra le reflex entry level e le macchine più blasonate. Merito del nuovo sensore Canon CMOS da 12 megapixel con microlenti extralarge, merito della conversione analogico/digitale a 14 bit e della qualità delle foto, eccellente anche con alti valori di ISO (sensibilità).
La Canon 450D non è, però, una “reflex professionale”: ha un corpo “plasticoso”, non “tropicalizzato” (protetto dalla polvere e dall’umidità), non permette raffiche da mitragliatrice, manca dell’attacco per i flash da studio e via dicendo.
Canon offre il solo corpo macchina, oppure il kit con il nuovo zoom standard,18-55 mm f/3.5-5.6 EF-S IS, cioè stabilizzato. Non è certo un’ottica serie “L” ma è, comunque, un passo in avanti rispetto allo zoom standard precedente.

Più comoda in mano, più veloce e con un paio di megapixel in più rispetto alla 400D, la 450D offre anche un bel display da 3,0 pollici (contro 2,5), il mirino e il sistema autofocus migliorati.
Fin qui le caratteristiche salienti, e alcuni dei limiti così come emergono dalle specifiche della macchina, ma come si è comportata la Canon 450D nella prova sul campo? Andiamo a verificarlo, passo passo.
Corpo macchina Canon EOS 450DQualcuno, tra i canonisti, l’avrebbe voluta più grande e, magari, più solida, ma Canon ha disegnato la EOS 450D nel solco dei modelli che l’hanno preceduta, limitandosi ad apportare, sul piano dell’ergonomia, soltanto alcune migliorie. La Canon 450D è una reflex molto compatta, non la più piccola in assoluto ( il primato è della Olympus E-420, che pesa 440 grammi ), comunque, una tra le più piccole: 129 x 98 x 62 mm e 475 grammi di peso ( 525 grammi con la batteria installata ).
Dimensioni e peso sensati, se si considera la tipologia di fotografi che i progettisti e gli uomini del marketing di Canon volevano raggiungere: principianti e fotoamatori, desiderosi di fare il salto di qualità dalla compatta alla reflex, ma intimoriti dai modelli XXL.
I professionisti e gli appassionati con una lunga esperienza sulle reflex potrebbero, invece, trovare un po’ striminzite le dimensioni della 450D.
Ergonomia migliorataPer migliorare al massimo l’ergonomia, senza toccare le dimensioni della macchina, i designer Canon si sono concentrati sui dettagli. Si fanno notare la copertura gommata per l’appoggio del pollice e la nuova inclinazione del pulsante di scatto. La macchina si impugna abbastanza bene. Solo chi ha le mani grandi incontra qualche difficoltà all’inizio. Poi, con l’uso le cose migliorano.
La Canon 450D è costruita bene, anche se l’impiego esclusivo della plastica per l’esterno del corpo macchina ( lo chassis è in acciaio ) non contribuisce a darle un aspetto particolarmente solido.
Accoppiata allo zoom standard, o alle ottiche più leggere, la reflex risulta ben bilanciata. Non così con le ottiche più luminose, che si sposano molto meglio con un corpo più pesante, ad esempio quello della 50D.
Volendo, si può “appesantire” la 450D con il battery pack ( è uno degli optional ), che offre anche una comoda impugnatura verticale.
ComandiLa Canon 450D ha un solo display, sul retro. E’, cioè, priva del secondo display, in testa al corpo macchina. Manca anche il secondo “command dial” presente sulle EOS di classe superiore. La macchina offre, però, un comando dedicato al settaggio degli ISO ( sensibilità ), ora in una posizione più comoda, vicino al pulsante di scatto e il pulsante programmabile a piacere.
Il range della sensibilità spazia tra 100 ae1600 ISO. In modalità Auto, invece, tra 100 a 400 ISO.
Le modalità di scatto - Automatica, Program, Priorità tempi, Priorità diaframmi e Manuale – sono affiancate da una serie di modalità automatiche Scena, programmate per le diverse situazioni di ripresa e comode per i principianti.
Selezionando la modalità A-DEP si affida alla macchina il compito di determinare la profondità di campo necessaria a mettere a fuoco tutti i soggetti riconosciuti dall'autofocus.
DisplayCosì come la semi-professionale 40D, anche la 450D gode di un buon monitor ( lo avremmo giudicato ottimo prima dell’uscita del monitor da 900.000 punti, che Canon ha montato sulla 50D e sulla 5D Mark II ). E’ un display LCD grande e luminoso, il “ponte di comando” della 450D, con una diagonale di 3 pollici e una risoluzione di 230.000 punti.
L’organizzazione dei menu è alquanto razionale. Tutto lì, a portata di mano e senza la necessità di scrollare nella singola videata. Si apprezza, inoltre, il corpo gigante delle scritte, facilmente leggibili anche senza appiccicare gli occhi all schermo.
MirinoCanon ha fornito la 450D di un mirino migliore rispetto a quello della 400D. La copertura è del 95 per cento, l’ingrandimento è pari a 0,87x. Ci sono la regolazione diottrica per chi porta gli occhiali, le informazioni sugli ISO e un sensore che spegne il display appena si guarda nel mirino, facendo risparmiare corrente.
Flash incorporatoSulla 450D c’è un flash pop-up, con numero guida 13 a 100 ISO, che serve anche da ausilio al sistema autofocus, purtroppo privo di un illuminatore dedicato, nelle situazioni di luce scarsa. Il problema “occhi rossi” si manifesta di rado.
MemoriaLo slot di memoria accetta schede SD e SDHC: sono più piccole delle CompactFlash e contribuiscono alla riduzione degli ingombri.
La Canon 450D registra file pesanti, circa 19 MB i file RAW + JPEG, circa 14 MB i RAW, perciò è bene acquistare una scheda di memoria capiente e veloce: almeno 2GB e della classe migliore che si riesce a raggiungere con il budget a disposizione.
Attacco cavallettoE’ centrato sull’asse dell’obiettivo e consente la sostituzione della batteria con la macchina montata sul cavalletto.
PorteSono presenti una porta USB 2.0 per le connessioni, l’ uscita video composito e l’attacco per il filo del telecomando opzionale, protette da un tappo di gomma,.
BatteriaLa 450D è alimentata dalla batteria ricaricabile LP-E5, da 1080 mAh. Offre un’autonomia di circa 450 scatti, circa il 50 per cento in più rispetto alla 400D. Per la ricarica completa occorrono un paio d’ore.
Il battery grip opzionale può ospitare 2 batterie LP-E5, oppure 6 batterie AA.
Canon EOS 450D - VelocitàNella fascia di prezzo cui appartiene, la Canon 450D non ha rivali in fatto di velocità. La macchina beneficia del processore DIGIC III ed è in grado di scattare raffiche fino a una velocità di oltre 3.5 foto al secondo alla massima risoluzione ( l’abbiamo provata con una Lexar SDHC 4GB 133X ). Nel formato JPEG la 450D scatta una sequenza di 52 foto, poi continua a scattare, a una velocità ridotta del 40 per cento fino a quando la scheda è esaurita. In formato RAW si possono scattare sequenze di 6 foto alla massima velocità (4 foto utilizzando l’opzione RAW + JPEG ), per poi proseguire con una cadenza di 1 foto al secondo.

Il sistema autofocus a 9 punti, simile al modello precedente, ma equipaggiato con un “cross sensor” centrale “high precision” ( funziona, però, solo con le ottiche f/2,8 o più luminose ) è velocissimo anche in condizioni di luce scarsa ( in queste situazioni più veloce anche rispetto al sistema della 400D ).
La macchina è pronta ad operare, dal momento dell’accensione, in 0,3 secondi. Poco di più per lo spegnimento, con il sistema di pulizia del sensore attivato.
Canon 450D - Funzioni e SoftwareSistema automatico anti polvereSi chiama Integrated Cleaning System il sistema che si prende cura, automaticamente, della rimozione della polvere eventualmente depositatasi sul sensore. Il filtro IR ha un rivestimento antistatico che serve a respingere la polvere. Se questo non è sufficiente, ci pensa la macchina, al momento dell’accensione e dello spegnimento, ad eliminare la polvere con una vibrazione ultrasonica.
Il sistema va anche oltre. Se la polvere non se ne va con le vibrazioni, l’utente può creare una mappa dei granelli e importarla nel software DPP (Digital Photography Professional, incluso nella confezione ). Sarà il software a eliminare i punti di polvere dalle foto.
Live ViewCon la Canon 450D si può inquadrare in maniera tradizionale, utilizzando il mirino, oppure in modalità Live View, utilizzando il grande display LCD (come si fa con una fotocamera compatta ). Live View non funziona con la macchina in modalità automatica, ma con le modalità P/A/S/M/A-Dep (l’ultima modalità permette alla macchina di scegliere apertura e tempo dando la priorità all’apertura, per raggiungere la massima profondità di campo; è utile, ad esempio, nei ritratti di gruppo.
Il display mostra il 100% dell’inquadratura, una griglia per la composizione, l’istogramma e l’anteprima dell’esposizione. La visione è ottima, con immagini brillanti (anche quando si fotografa con poca luce: ci pensa il sistema ad aumentare la brillantezza automaticamente) e prive di “salti” quando si sposta la macchina.
Allora tutto bene in Live View? Non proprio, la tecnologia è solo agli inizi. I problemi sono legati alla messa a fuoco automatica. La Canon 450D permette di scegliere tra due modalità. “Quick mode” utilizza i sensori del sistema autofocus della macchina. Per farlo ha bisogno che lo specchio scatti in alto nel momento in cui il fuoco è a posto. Per un tempo di circa 1 secondo non si vede, ovviamente, più nulla nel display. Poi l’immagine ritorna al suo posto.
In alternativa si può utilizzare la seconda modalità di messa a fuoco in Live View, “Live mode”, che sfrutta la messa a fuoco a contrasto tipica delle fotocamere compatte. Purtroppo, però, è una modalità lenta, che richiede, a volte, anche più di 2 secondi per trovare il fuoco corretto.
Diverso il discorso se si monta la macchina su un solido cavalletto e si utilizza la
messa a fuoco manuale. La 450D consente di ingrandire l’immagine fino a 10x e perciò di regolare alla perfezione la messa a fuoco.
Auto Lighting OptimizerLa funzione serve a schiarire le ombre nell’immagine. E’ attiva di default ma si può escludere.
Highlight tone priorityLa funzione regola il range dinamico dell’immagine dando la priorità alle alte luci. E’ disattivata di default. Non fa miracoli; la si può utilizzare in determinate situazioni.
Bilanciamento del biancoC’è la possibilità di utilizzare un cartoncino bianco, o grigio, per regolare finemente il “Custom WB”, bilanciamento del bianco personalizzato, specialmente in condizioni di luce mista.
La 450D permette anche il bracketing del bilanciamento del bianco, ma non la regolazione in base alla temperatura colore, come è invece possibile sulle EOS professionali.
Picture StylesPreimpostazioni che semplificano il controllo dei parametri di elaborazione dell’immagine per disporre rapidamente della combinazione più addatta alla situazione di ripresa (ritratto, cielo ecc.).
Tre opzioni possono essere definite dall’utente che crea “Picture Style” personalizzate per esigenze fotografiche particolari. Sono disponibili più di 48.000 combinazioni d’impostazioni.
Le informazioni “Picture Style” sono legate alle immagini JPEG. Scattando in RAW, tutte le informazioni “Picture Style” possono essere regolate dopo lo scatto con il software Digital Photo Professional. E’ anche possibile scaricare preimpostazioni “Picture Style” supplementari da usare con DPP.
Modalità PlaybackLa Canon 450D è una reflex piccola madecisamente avanzata, che nn cnsente correzioni dlle foto direttamente nella macchina. In modalità playback si possono ruotare le immagini. Le si può anche ingrandire – fino a 10x – per poi navigare all’interno della foto controllando fuoco e dettagli.
La funzione di ricerca nelle miniature consente di procedere per gruppi (fino a 100 foto lla volta) e per data.
My MenuPermette di inserire in unica tabella dei menu fino a 6 funzioni tra quelle maggiormente utilizzate richiamabili con un solo clic.
SoftwareDPP (Digital Photo Professional ) - E' un software potente per la postproduzione. Permette di convertire le immagini in RAW aggiustandone i parametri, correggendone, saturazione, colori, disturbo (chroma e luminanza) e correggendo anche i difetti delle lenti (aberrazioni cromatiche, distorsioni).
Remote Capture – Consente di controllare la macchina dal proprio computer, anche quando si scatta in modalità Live View: griglia di composizione, istogramma, zoomata nell’immagine. Si può scegliere se salvare le foto direttamente nel computer oppure nella fotocamera.
ZoomBrowser - E’ il software semplice da utilizzare, che permette di archiviare, organizzare e presentare le foto. E’ collaudato e funziona benissimo.
Photo Stitch - Serve ad unire facilmente più scatti in un’unica immagine, per realizzare, ad esempio, suggestivi panorami.
Canon 450D - Qualità dell’immagineSul piano della qualità delle foto la 450D è davvero una bella sorpresa. La perdita di risoluzione salendo con gli ISO è davvero minima, fino al tetto massimo, che per la piccola EOS è di 1600 ISO.
Canon ha davvero lavorato bene sul sensore CMOS e sulla riduzione del rumore, che interviene in modo discreto quando si sale con la sensibilità. Il risultato è perlomeno comparabile a quello della Canon 40D, la ottima semi-professionale da poco “superata” dalla 50D.
Chi ha la necessità di lavorare con sensibilità superiori ai 1600 ISO deve, per forza di cose, rivolgersi a un modello EOS che lo consente, ma fino a questa soglia la 450D fa miracoli.
Per spremere il massimo dalla macchina, però, occorre un obiettivo in grado di mostrare tutta la risoluzione di cui è capace il sensore. Lo zoom standard venduto in kit con la macchina va bene per i principianti e per le foto di tutti i giorni. Con un ottica professionale, però, la qualità delle foto cresce parecchio.
La Canon 450D se la cava egregiamente con la riproduzione dei colori. Il bilanciamento del bianco è generalmente corretto. Come generalmente corretta è l’esposizione, anche nelle condizioni più difficili.
I JPEG così come escono di default sono sul fronte soft, ma basta regolare lo “sharpening” su una posizione intermedia per sistemare le cose.
Canon EOS 450D - GiudizioA dispetto delle dimensioni e del peso, la Canon 450D della nostra prova è una reflex di sostanza. Lo è per la precisione del sistema esposimetrico e dell’autofocus, per la velocità ( in questa categoria, naturalmente ), per il disturbo quasi inesistente anche ai più alti valori di sensibilità. La “sostanza” si incontra strada facendo, cioè usando la macchina. Il primo incontro, però, può deludere, sul piano dell’ergonomia e dei materiali.
Anche se è abituato ad un altro marchio, qualsiasi professionista si trova rapidamente a suo agio con una 40D-50D. La 450D, invece, è un po’ piccola, non offre il secondo display sulla parte alta della macchina e
E’ poi priva del syncro per il flash esterni, anche se si può rimediare montando un accessorio sulla slitta.

Ma sono queste critiche dall’alto, cioè: “Non è una reflex professionale perché questo è piccolo e quello non c’è”. Perché tutto il resto è presente: una robusta prestazione sul fronte del rumore, presente a 1600 ISO, ma in modo contenuto, una velocità di scatto, anche in RAW, che non teme le foto d’azione, una risoluzione importante che declina pochissimo anche quando si sale con gli ISO. E poi Live View, il sistema automatico contro la polvere sul sensore e anche lo zoom standard del kit, stabilizzato e decisamente migliore del modello precedente.

Per il neofita, forse, la Canon 450D è una reflex digitale anche troppo sofisticata. Ci sono sul mercato modelli più economici e più semplici. Ma se poi uno ci prende gusto, o se la passione c’è già, allora a questo prezzo non c’è in giro di meglio.
Su Luminous Landscape un fotografo professionista con tanti anni di carriera alle spalle si è sfogato raccontando di non poterne più di portarsi appresso corredi ingombranti. Ha scoperto la 450D e ora gira, felice, con quella.
Questo per rimarcare che con la 450D si può tranquillamente lavorare, anche in studio, con Live View e il controllo remoto dal pc. E’ una sorta di 40D con un guscio un po’ più piccolo e alcune limitazioni.
Esposizione e colori sono ottimi. I JPEG, così come escono di default, sono un po’ soft. Si può intervenire sui settaggi, ma la cosa migliore è utilizzare la macchina sempre col formato RAW, col quale dà il massimo di se. Meglio se allo zoom standard – che va benissimo per le foto di tutti i giorni e per fare esperienza – si affianca un obiettivo di qualità, capace di tirar fuori dalla macchina tutta la risoluzione di cui è capace.
Pro- Qualità dell’immagine, la migliore in questa categoria di reflex
- Basso disturbo anche salendo con gli ISO, con lievissima perdita di dettaglio
- Live View
- Ottima dotazione software comprendente anche il controllo remoto da computer
Contro- Manca lo stabilizzatore nel corpo, offerto da alcune concorrenti dirette
- Dimensioni compatta, forse troppo, almeno per alcuni fotografi